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2007/12/25 italia sciattaItalia sciattona Il paese è impantanato in una crisi isterica d’identità ed in "un'esplosione di provincialismo", deplora Eco. Repubblica afferma "traumatizzata dalla paura del declino". I sintomi del declino includono le minacce di chiusure, la sclerosi politica e gli inconfondibili sconforti di stagione al cuore della cristianità di cui parliamo oggi. Ma è anche misurabile. Le esportazioni dei beni di lusso verso gli Stati Uniti sono in calo a causa della forza dell'Euro. Nel mercato interno le vendite dell'abbigliamento, del profumo e perfino della pasta sono in calo, rispettivamente del 15, 10 e 4 per cento. Ed alla paura si somma un confronto internazionale indigesto: per la prima volta, il P.I.L. pro capite spagnolo ha sorpassato quello italiano. La causa principale di questo scenario statistico è non è la pigrizia italiana ma l’energia spagnola. Liberato dai lacci fiscali e dalla politica economica delle liberalizzazioni di José María Aznar, il settore privato Spagnolo cavalca il mondo, investe pesantemente negli Stati Uniti nel bancario e negli aeroporti britannici.
Nel frattempo, il suo fortunato governo, sotto il successore di Aznar, ha potuto investire generosamente sulle strade e sulle ferrovie in progetti che la controparte italiana può soltanto sognare.
Sogni a parte, non c’è nulla che l'Italia possa fare nei confronti della Spagna se non cercare di competere con lei. Ma qui giace una sfida fondamentale all'identità di un paese che ha sempre preferito vedere sé stesso più come nazione guida senza fare sforzi se non nella concorrenza pura. Ed è ancora una nazione guida, nella moda, nel cibo e nel calcio, ma tutto ciò non è sufficiente per l’orgoglio nazionale italiano, o per il suo futuro economico.
"L'Italia ha bisogno di una Margaret Thatcher", ha dichiarato questa settimana uno dei più importanti uomini d'affari del paese. Avrebbe potuto anche aggiungere "o di uno Sarkozy". D’altro canto, l’Italia ha bisogno di un leader pronto a confrontarsi con i sindacati, che sono disposti a lasciare a terra la flotta aerea nazionale ed a buttare giù il sipario della Scala per difendere un socialismo assolutamente antiquato. Ha bisogno di un sistema politico molto meno costoso di quello attuale, che garantisce ai politici l'ingresso gratuito alle sale cinematografiche ed alle partite di calcio. E che costa ai contribuenti italiani più dei preventivi di bilancio dei Parlamenti francesi e spagnoli messi insieme. Ha bisogno di fare un falò delle lungaggini prodotte da una burocrazia che fa sembrare Whitehall efficiente ed ha bisogno di un ordinamento giudiziario che seppellisca il corrosivo concetto che nessuno è al disopra della legge salvo quelli che non la seguono. L'Italia ha bisogno di una rivoluzione pacifica della costituzione. Romano Prodi non è l'uomo per metterla in atto, ma quello non significa che gli italiani non siano capaci di spingere affinché ciò avvenga. In Europa il suo sistema sanitario è uno dei migliori. I suoi gioielli industriali, da Fiat a Fincantieri (che ha costruito la Queen Victoria della flotta Canard), hanno dimostrato di essere maestri nell'adattarsi, nonostante tutti gli sforzi del governo per soffocarli. In Sicilia i suoi imprenditori più giovani hanno messo a faccia in giù la Mafia, rifiutandosi di pagare soldi per la protezione, nonostante gli enormi rischi personali. E i suoi allenatori di calcio sono così superiori di quelli inglesi, che la nazionale di calcio britannica è ancora costretta ad imparare l'italiano. Non c’è alcun luogo sulla terra più spontaneamente affettuoso dell’Italia, ecco perché le voci di tristezza e di scoraggiamento suscitano all'estero simpatia e compassione, non gioia per le sue disgrazie. Quindi, ciao bella e alza la testa! Times – Traduzione. Alberto/Hurricane ----> grazie... |
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